De Frede Editore

Napoli · Via Mezzocannone · dal 1899

La nostra
storia.

Ogni tecnica lascia un segno. Ogni generazione lo raccoglie e lo trasforma.
Ricostruzione della storica Tipografia A. De Frede in via Mezzocannone
La Tipografia A. De Frede in via Mezzocannone · ricostruzione digitale su base fotografica

01

Una memoria materiale

Dalla pietra al desktop publishing.

Macchine, registri e strumenti conservati nei locali della tipografia compongono un archivio vivo. Questa linea del tempo ne riunisce alcuni: non semplici oggetti, ma testimonianze dei gesti, delle persone e delle trasformazioni che hanno accompagnato la De Frede.

01
Ricostruzione storica della Tipografia A. De Frede in via Mezzocannone
Ricostruzione digitale su base fotografica

1899

Dalla prima bottega a via Mezzocannone

Alfredo De Frede, formatosi all’Istituto tecnico-industriale Alessandro Volta e probabilmente avviato alla litografia con il fratello Enrico, apre nel 1899 una piccola stamperia in via dell’Università, poi via Paladino. Nel 1909 l’attività si trasferisce a San Biagio dei Librai e nel 1910 approda in via Mezzocannone.

Fonte Carlo De Frede, Ricordi di famiglia napoletana, 1982, pp. 12–13.

02
Pietra litografica De Frede incisa a mano con il testo speculare di una fattura
Pietra litografica e particolare dell’incisione

Alle origini

La pietra litografica incisa a mano

Prima dell’adozione della stampa tipografica nei laboratori De Frede, le composizioni venivano incise a mano sulla pietra mediante pennini dalla punta diamantata. Dopo ogni utilizzo la superficie veniva ripulita. Questa pietra conserva ancora l’ultima lavorazione: una fattura per una ditta di acciai.

Fonte Archivio storico De Frede; per gli esordi litografici di Alfredo De Frede: Carlo De Frede, 1982, p. 12.

03
Marginiera e telaio tipografico con tubo del gas e distanziatore elettrico in porcellana
Marginiera, telaio e impianti storici

Inizio Novecento

Il lavoro tipografico, dal gas all’elettricità

La marginiera e il telaio con i caratteri raccontano la pratica quotidiana della composizione. Sulla parete restano il tubo e il beccuccio dell’illuminazione a gas; accanto, un distanziatore in porcellana testimonia l’arrivo dei primi impianti elettrici.

Fonte Archivio storico De Frede; Carlo De Frede, 1982, pp. 20 e 23–24.

04
Scrivania lignea di Alfredo De Frede con macchina arrotonda-angoli per carta
La dimensione familiare della tipografia

Prima metà del Novecento

La scrivania di Alfredo De Frede e dei suoi figli

L’elegante scrivania lignea era il luogo del lavoro amministrativo di Alfredo De Frede e dei figli. Accanto, la macchina arrotonda-angoli per la carta ricorda come gestione familiare e lavorazione materiale convivessero nello stesso ambiente.

Fonte Archivio storico De Frede; Carlo De Frede, 1982, pp. 20 e 28.

05
Registro di carico De Frede con documenti, bolli e marche fiscali degli anni della guerra
Registro di carico per carta e cartone

Anni Trenta – maggio 1943

Il registro interrotto

Il registro di carico della carta e del cartone conserva ordini, quantità, bolli dell’organizzazione industriale e marche fiscali con l’effigie di Vittorio Emanuele III. Le annotazioni si interrompono nel maggio 1943, lasciando una traccia concreta dell’impatto della guerra sull’attività della tipografia.

Fonte Registro di carico, archivio storico De Frede; Carlo De Frede, 1982, pp. 45–46.

06
Manuali del Macintosh IIcx e di Aldus PageMaker della prima postazione digitale De Frede
La prima postazione di desktop publishing

1989

Arriva la fotocomposizione digitale

Il Macintosh IIcx, la Apple LaserWriter a 300 dpi e Aldus PageMaker formarono la prima postazione di desktop publishing della tipografia. Composizione e impaginazione entrarono nell’era digitale, cambiando definitivamente il modo di lavorare.

Fonte Archivio storico De Frede, testimonianza familiare.

Frontespizio di Ricordi di famiglia napoletana di Carlo De Frede
Edizioni De Frede · Napoli · 1982

La fonte familiare

Ricordi di famiglia napoletana

Il volume scritto dal prof. Carlo De Frede nel 1982 e stampato dai fratelli Alfredo e Beniamino nella tipografia fondata dal padre restituisce dall’interno la vita dell’impresa e della famiglia.

1899–1910

La nascita della bottega e i successivi trasferimenti da via dell’Università a San Biagio dei Librai e infine a via Mezzocannone.

pp. 12–13
Prima del 1922

La bottega è ormai una piccola tipografia: diverse macchine, quattro o cinque operai e scorte di caratteri, inchiostri e carta.

pp. 23–24
1930

Carlo De Frede ricorda l’introduzione di una macchina con mettifoglio automatico, indicata come la prima installata a Napoli.

p. 24
Una famiglia al lavoro

Alfredo, la moglie e i figli partecipavano all’attività; padre e figlio passavano con naturalezza dalle macchine alla scrivania.

pp. 20 e 28

Fonte bibliografica Carlo De Frede, Ricordi di famiglia napoletana, Napoli, Edizioni De Frede, 1982.

Una storia napoletana

Il segno di
via Mezzocannone.

Il marchio De Frede riprende l’uomo selvatico scolpito nel bassorilievo dell’antico Seggio di Porto, ancora visibile al primo piano di un palazzo di via Mezzocannone, di fronte all’ingresso laterale dell’Università.

La lettura erudita vi riconobbe Orione; la tradizione popolare, invece, Niccolò Pesce. Negli anni Settanta la Tipografia De Frede adottò questa figura come segno distintivo delle proprie edizioni, unendo la casa editrice al luogo nel quale era nata.

Fonti Carlo De Frede, Ricordi di famiglia napoletana, Napoli, 1982, p. 17; Roberto De Frede, Via Mezzocannone. Noticelle storiche, curiosità e leggende, Napoli, 2008.

Oggi

Una continuità viva

Dalla tipografia
alla cura editoriale.

De Frede Editore continua a operare in via Mezzocannone. Tecniche e strumenti sono cambiati; restano la cura del testo, il rapporto con gli autori e una memoria familiare che continua a orientare il lavoro contemporaneo.

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